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Sunday, September 05, 2010 ..:: Approfondimenti » Il contrattacco italo-tedesco su Gela (1943) ::.. Register  Login

IL CONTRATTACCO ITALO-TEDESCO SU GELA
10-11 LUGLIO 1943

- A cura di Alberto Morera -

[IMG] Gela 1943 - Cartina.jpg

Nel luglio 1943 l'Italia si trova a difendere il proprio territorio. È l'operazione"Husky". Gli Anglo-Americani, preceduti da lanci di paracadutisti, sbarcano in più punti sulle coste meridionali della Sicilia. A difendere l'isola vi sono forze italiane numericamente inferiori, integrate da alcune unità tedesche.

I lanci delle truppe aviotrasportate incontrano difficoltà e gli uomini giunti a terra sono dispersi: questo però favorisce gli alleati, perché i difensori non riescono ad individuare i precisi obiettivi dell'attacco.Dopo la mezzanotte avvengono gli sbarchi. Al settore di Gela è destinata la colonna americana "Dime", composta dalla 1a divisione fanteria (7 battaglioni e reparti d'appoggio) e da 2 battaglioni rangers. Il fronte di sbarco è di ben 40 km, ma è presidiato soltanto da 4 battaglioni italiani con una trentina di cannoni.

La resistenza italiana è travolta in poche ore e gli Americani, appoggiati dall'artiglieria navale, entrano a Gela alle ore 8 del 10 luglio, spigendosi poi verso l'interno dove occupano diverse posizioni a protezione della città. Mancano tuttavia di parte dell'artiglieria e dei carri, che si trovavano su una nave affondata in rada da un attacco aereo tedesco.

I comandi italiani, avuta notizia dello sbarco nella zona di Gela, dispongono un contrattacco delle unità più vicine: il gruppo mobile "E" ed un battaglione della divisione "Livorno", e la divisione "H. Goering". Nel giorno 10 i contrattacchi italiani sono respinti e le colonne tedesche, stazionate più indietro, non sono in grado di operare simultaneamente. Viee perciò deciso di organizzare per le ore 6 del giorno 11 un contrattacco in forze condotto dalle divisioni "H. Goering" e "Livorno". Gli ingombri stradali e le incursioni aeree alleate fanno ritardare parte delle unità così che Italiani e Tedeschi non attaccano contemporaneamente né con tutte le forze. L’attacco procede: le prime posizioni americane sono travolte e gli Americani, pur combattendo tenacemente, arretrano su tutto il perimetro. Gli attaccanti sono però scompaginati e subiscono forti perdite da parte del fuoco delle navi.

Verso mezzogiorno il fumo degli incendi rende difficile distinguere i bersagli dalle navi, che praticamente cessano il fuoco, e le truppe americane di terra. si ritirano dentro l'abitato di Gela. Proprio in quel momento di massima crisi della testa di ponte americana giungono mezzi corazzati di rinforzo sia da Licata che da Scoglitti ed arriva l'appoggio aereo tattico. La maggior parte delle colonne italiane e tedesche devono interrompere l'attacco e passare alla difensiva per non essere tagliate fuori; duramente provate, nel pomeriggio cominciano a ritirarsi per raggiungere le basi di partenza, nuovamente disturbate dal tiro navale. Due battaglioni italiani, decimati, non riescono a sganciarsi e sono catturati. Il reggimento Panzergrenadieren della "H. Goering", in posizione meno esposta, prosegue il combattimento sino al cader della notte e quindi si ritira anch'esso. Durante la notte un altro battaglione italiano, che era riuscito a sganciarsi e raggiungere monte Castelluccio, è agganciato dagli americani. Il reparto si difende sino al mattino, quando i superstiti si arrendono.

Il fallimento del contrattacco italo-tedesco su Gela fu dovuto soprattutto all'imprevista efficacia del tiro navale, che sopperì alla iniziale mancanza in campo americano di appoggio aereo tattico, mezzi corrazzati e cannoni anticarro.

 

WARGAMING GELA 1943...


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